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Stamattina a scuola mi hanno dato del "coglione". A parte il fatto che io non ho mai manifestato le mie idee politiche, non bastava essere additata come insegnante, adesso dopo l'esternazione del Presidente del Consiglio sarei anche un testicolo. Mi viene il dubbio però che l'epiteto sia dovuto non tanto all'orientamento politico-elettorale quanto al fatto di essere docente in sé...
Oggi in prima A ho dato il via alle ricerche: dopo 6 mesi di geografia generale ecco finalmente arrivato il momento delle regioni d'Italia. E qui viene il bello: nei giorni scorsi avevo deciso, per abbreviare i tempi di studio, di suddividere la classe in gruppi e di assegnare a ciascuno una regione diversa, riassumendo cosa si intende per ricerca (tranquilla, profe - mi hanno detto i ragazzi - l'abbiamo già fatta alle elementari) ricordando di procurarsi dei libri sull'argomento e di portarli appunto per la data stabilita. Tutta la classe approva, assaporando l'idea di evadere dalla normale lezione frontale. Ma oggi ho capito che queste saranno le ultime ricerche della mia "carriera" (si può u/osare questo termine???) scolastica, perché questo è stato il risultato: Luigi P. a cui era stato chiesto di lavorare insieme ad altri 4 compagni sul Piemonte, appena entrata in classe mi consegna il quaderno dicendo di aver già svolto a casa il lavoro. Già questa affermazione mi mette di malumore, ma la crisi peggiora quando butto gli occhi sul quaderno e vedo un collage di cartine fotocopiate e di pagine tagliuzzate da libri vari. L'estetica non è male, lo devo ammettere, ma si era parlato di "ricerca", non di incollaggio. Sopravvissuta a questo colpo, scopro che un gruppo non ha il materiale perché a casa non ha trovato niente di utile (esistono ancora le biblioteche o no?), di un altro solo una ragazza si è premurata di procurarsi un libro: si tratta della cucina ligure. Ma non mi scoraggio, procuro agli imbranati dei libri di testo trovati nella biblioteca della scuola e... si parte. Dopo 40 minuti di passami la riga, io sottolineo, tu leggi, lui scrive, Paolo e Matteo mi portano trionfanti il quaderno: profe, abbiamo finito la ricerca! Annunciano col sorriso sulle labbra: una pagina rinsecchita sul Trentino...
Non so cosa aspettarmi per la prossima lezione!
Rieccomi dopo alcuni giorni di assenza dal mondo dei blogger. Non vi preoccupate, la suocera non mi ha annientata, ho resistito stoicamente alla sua invasione nella mia vita e sono sopravvissuta. E' stata la varicella dei bimbi, invece, ad avermi messa KO. Nel frattempo a scuola è tornata anche Luisa Beccalossi, suo malgrado, ricevendo in eredità dalla supplente una classe ancora più incasinata. Per fortuna Pasqua è vicina e le vacanze le daranno modo di rigenerarsi...
E' proprio un uomo d'altri tempi Pino Lorenzi, collega di Educazione Tecnica! Stamattina si è presentato a scuola con una cassetta di mimose che ha distribuito a tutte le colleghe nonché alle bidelle e alle applicate di segreteria in occasione della Festa della donna. Quando ho riferito telefonicamente a Luisa Beccalossi questo fatto si è sciolta e ha detto di non essere per nulla sorpresa di ciò, aveva sempre pensato che Lorenzi fosse un uomo sensibile e gentile. Al contrario suo marito non si è ricordato di farle gli auguri e, quando gliel'ha fatto notare, non si è minimamente scomposto... Be', perché il mio? Però una bella soddisfazione me la sono tolta: quando all'una e mezza mi ha vista entrare in casa con la mimosa ha cominciato a fare mille domande e io con tutta naturalezza ho risposto che me l'aveva regalata un collega (be', ho tralasciato solo di dire che anche tutte le altre colleghe erano state omaggiate!).
Mia suocera Amelia - tanto per cambiare argomento - è arrivata questa mattina col suo set da viaggio: valigia, beauty case e borsa tutto coordinato. Piega fresca di parrucchiera e abiti eleganti anche in casa. Mi ha già organizzato le giornate del suo soggiorno qui da noi: domani l'accompagnerò al centro commerciale Galactica, mentre venerdì vorrebbe tanto rivedere la signora Francesca, una mia vicina di casa che le è particolarmente simpatica e quindi sarà a casa nostra per un the naturalmente accompagnato da pasticcini e bon ton. Dio, dammi la forza!
Avrei accettato tutto: un'altra nevicata, un altro virus influenzale, un altro alunno in classe, un altro incarico dalla Cremaschi... Tutto, ma non questo: l'arrivo di mia suocera Amelia. Accadrà domani in mattinata e già mi viene male al pensiero di dover trascorrere tre giorni con lei, fianco a fianco. E poi chissà quali sorprese mi riserverà. Sicuramente avrà da ridire sui cibi che preparo, sul disordine che regna sovrano in casa da quando ci sono i bambini, sulle urla delle due piccole pesti e soprattutto sul fatto che si alzano continuamente da tavola durante i pasti. E poi tre giorni sono lunghi: mi pesa addirittura il pomeriggio della domenica quando andiamo a Milano a trovarla, figurarsi tre - dico tre - lunghi giorni. Per fortuna la mattina sono a scuola! Devo pensare a qualche scusa per il pomeriggio: qualche impegno improvviso, qualche incontro con i genitori...
Ho trovato un articolo su Tecnica della scuola in cui si dice che alle scuole medie "le lezioni sono troppo lunghe ed intense, bisognerebbe ridurle di almeno un quarto d'ora e stoppare le spiegazioni dei professori dopo 30 minuti consecutivi. Più spazio invece alle discussione in classe come se l’aula fosse un talk televisivo dove ognuno dice la sua senza censure o inibizioni di sorta". Insomma, un talk show alla Maria De Filippi sarebbe gradito ai nostri alunni, ma non è tutto, l'insegnante - si dice nell'articolo - "dovrebbe presentare i fatti a mo’ di conduttore: spigliato e scegliendo i contenuti in base all’attualità. Per poi lasciare discutere i ragazzi".
Avremmo forse dovuto studiare all'Accademia dello Spettacolo?
Se volete leggere con i vostri occhi cliccate qui.
Negli Usa, in Australia, in Inghilterra e in Canada sempre più ragazzi studiano a casa. Si chiama "home schooling" e il fenomeno è sempre più in espansione. Quali sono le cause?
Linko l'articolo di Repubblica in merito.
Andrea e Marco questa mattina sono incontenibili: quasi quasi preferirei essere a scuola...
Finalmente riesco a godermi Sanremo: sono quasi sfebbrata e non mi si chiudono le palpebre come nelle altre sere.
Bella la canzone dei Nomadi. Curioso il testo di Britti che recita: "Una cioccolata in più..." Ma quella per le bevande calde è una vera e propria fissa di Britti, no?
Indimenticabile l'ingresso della Bertè, con un abitino da bambola in lutto e una pettinatura da strega, indimenticabile anche il lapsus di Panariello che, facendo un appello ai rapitori del piccolo Tommaso, raccomanda di somministrargli 3 millimetri di sciroppo e, non contento, lo ripete una seconda volta.
Il mio maritino oggi merita un dieci e lode. Nel suo giorno libero si è messo completamente a mia disposizione a cominciare dalle prime ore del mattino. Dopo aver fatto il bagnetto ad Andrea e Marco e averli rifocillati con la loro pinta quotidiana di latte, mi ha servito la colazione a letto accompagnata da tachipirina e sciroppo. Poi ha giocato con le piccole pesti per tutta la mattina nitrendo come un cavallo imbizzarrito e abbaiando all'occorrenza.
Nel primo pomeriggio però l'idillio si è rotto per la telefonata di Giulia Spanò, la collega di Matematica che, non avendo altro da fare nella vita, ha pensato bene di chiedere una riunione straordinaria del consiglio di classe per discutere della questione gite. Dal momento che, infatti, è stata tolta l'indennità di trasferta, Caterina Del Vecchio, insegnante di Francese, per protesta ha deciso di non accompagnare più la I B in gita a Verona, cosicché la Spanò sta cercando un insegnante "di nome e di fatto", come dice lei, che si metta a disposizione per quello che è uno dei compiti educativi principali dei docenti: accompagnare i ragazzi in visita d'istruzione. Che Giulia Spanò avesse un cervello da gallina me ne ero già accorta prima, ma ora mi rendo conto che è proprio per colpa di gente come lei che noi insegnanti siamo arrivati al punto di non vederci più riconoscere neanche l'incremento di responsabilità e di lavoro nell'effettuazione delle gite scolastiche...
... se la febbre me lo permette guarderò il Grande Fratello, dove sarà ospite Albano che canterà la canzone scartata dal Festival!
Il Dodo mi ha passato febbre e raffreddore. Sono a letto con termometri e sciroppi sul comodino. La baby sitter mi ha portato fuori i bambini e quasi quasi mi godo questo riposo forzato. Chissà a chi è toccato sostituirmi oggi in classe, magari alla supplente Marina Pozzuoli; non vedo l'ora di sentire i commenti dei miei alunni sulla sua voce da cornacchia e sul suo abbigliamento succinto.
Intanto ieri sera non c'è stato Sanremo. Siccome giocava la Nazionale di calcio, per colpa di 4 cretini che tirano calci al pallone è saltata la serata canora. Ma stasera dilemma: Sanremo o Grande Fratello? E poi, pizza o kebap?
Sono stati un disastro questi quattro giorni carnascialeschi. Tutti e quattro (io, mio marito Dodo e le due piccole pesti Andrea e Marco) siamo andati a Milano da mia suocera Amelia (sì, proprio lei, la strega che ammalia!) a trascorrere questa mini vacanza: Dodo si è beccato un raffreddore da paura e i due pippottini non hanno fatto altro che piangere, uno per il mal di denti, l'altro per il naso chiuso. E io che avevo sperato in tranquille passeggiate cittadine in via della Spiga o in via Montenapoleone mi sono ritrovata chiusa in casa ad asciugare nasini e massaggiare gengive, per di più con la suocera a distanza ravvicinata, e costretta a mangiare quella orribile cassola milanese.
Ora siamo rientrati, il Dodo ha ancora la tosse e il raffreddore ma, da eroe qual è, domani sicuramente andrà al lavoro (non ha ancora avuto la crisi da dodicesimo anno di insegnamento, lui; è un entusiasta della scuola, mica un disilluso come me e la mia collega Luisa Beccalossi!). Intanto ci stiamo preparando alla kermesse sanremese, tutti e quattro nel lettone a criticare questo o quel cantante, il presentatore e compagnia bella. Speriamo che alcune canzoni siano soporifere abbastanza per i miei due pippottini.
Non credo che mi cimenterò più nella preparazione del soufflé. Dopo aver perso un'ora di tempo nel grattuggiare il formaggio, sbattere le uova, imburrare il contenitore, il risultato non è stato dei più brillanti. Mio marito ha cominciato a storcere il naso già a vedere le uova (di questi tempi come dargli torto?), quando poi il composto non accennava a sollevarsi ha cominciato a ridere a crepapelle: un insulto alle mie fatiche dopo una giornata di duro lavoro tra scuola e gemellini. Per farsi perdonare ha dovuto preparare i bambini per la notte, dare il latte e cantare la ninna nanna mentre io navigavo nella Rete tranquillamente distesa a letto. Anzi, ci è scappata pure una telefonata con la Luisa che voleva sapere come se la stesse cavando Marina Pozzuoli, la sua supplente. Beh, con i colleghi uomini non c'è che dire, ha legato bene, con le colleghe scambia sì e no il saluto, con gli alunni non c'è molto feeling se si considera che oggi metà classe era nei bagni mentre lei tentava di correggere i compiti di Grammatica e l'altra metà saltellava tra i banchi.
Meno uno alle vacanze di Carnevale! C'era già aria di festa questa mattina a scuola: la vispa Teresa disegnava continuamente mascherine, Amaretto ha sputato sentenze per due ore, Luca ha rischiato che una mosca gli entrasse in bocca da quanto l'ha tenuta aperta.
Ma anche tra gli insegnanti c'era una certa vivacità che è rara trovare nelle solite mattine scolastiche: si fantasticava su mete turistiche, Venezia, Sanremo e alte cime innevate.
Poi, come al solito, la preside Cremaschi è arrivata alle 11 in punto sulla sua Peugeot 206 cabrio blu elettrico e, a colpi di tacco e di capello grigio ondulato e svolazzante, ha percorso il lungo corridoio che porta alla sala insegnanti per farci un annuncio, o meglio una delle sue trovate ben congegnate per romperci gli zibbidei: fare quattro uscite del giornalino scolastico, anziché tre come gli altri anni, dal momento che il primo numero è uscito a inizio scuola, il secondo per Natale, il terzo (ancora in fase di preparazione) per Pasqua e l'ultimo per fine anno scolastico. Giusto, no? Il ragionamento non fa una piega. Peccato che non sia lei a dover correggere i testi e, soprattutto, a ricopiare quelli manoscritti dei colleghi e degli alunni che ancora non sanno usare il computer. E poi, ragazzi, proponete qualche argomento di attualità in più a questi fanciulli di cui discutere nel giornale scolastico, sembra che nella nostra scuola non si faccia altro che studiare fiabe e poesie: è ora di crescere, noooo????
Mancano due giorni alle vacanze di Carnevale. Le sto aspettando da molto, diciamo che è una piccola pausa prima di quelle pasquali che mi permetterà di rigenerarmi dal pesante clima scolastico. Non voglio vedere insegnanti in quei giorni e, soprattutto, non voglio vedere alunni. Intanto per rendere ancora più soft l'attesa sto uscendo di casa per farmi un bel giro al centro commerciale Galactica: ho intenzione di comprare dei nuovi gerani e dei bei vasi capienti per rallegrare il giardino. Stamattina avviandomi verso scuola sentivo già aria di primavera: finalmente il sole dopo tante giornate nebbiose lombarde.
E poi stasera... Grande Fratello!!!
Profe, che occhiaie! E' sicura di star bene? Non ha dormito stanotte??? Queste e altre le domande con cui i miei alunni mi hanno accolta stamattina alle 8 entrando in classe. Che dire? Non ho chiuso occhio per gran parte della nottata. Pensare che il patto con il mio maritino era stato più che chiaro: io mi sarei sciroppata i gemellini durante il giorno e lui si sarebbe alzato la notte per provvedere alle varie necessità: ciuccio, acqua, cacca e chi più ne ha più ne metta. Niente da fare: sentivo i bambini chiamare, tiravo calci e coperte alla mia dolce metà ma lui continuava a ronfare placidamente.
E la mattina via, si riparte a spiegare Grammatica e Storia quando invece si avrebbe bisogno di una bella cuccia calda e solitaria!
La scorsa settimana a scuola girava voce che a partire dal mese di gennaio è stata abolita l'indennità di trasferta per gli insegnanti. Oggi ho approfittato del tempo libero per girare un po' fra i vari siti didattici e ho avuto la conferma di ciò. Chi vorrà più accompagnare gli allievi nelle attività programmate in orario extrascolastico? Già negli anni passati il riconoscimento economico per questo tipo di attività era irrisorio, ora rasentiamo il ridicolo: ci dobbiamo assumere responsabilità non da poco portando gli alunni in gita e neanche ci viene riconosciuto qualche spicciolo. Sono sempre più contraria alle gite scolastiche!
Ecco dove potete trovare la notizia: Orizzontescuola.it
Ecco un bel giochino per insegnanti, consigliato come cura antistress:
http://www.z-o-b.net/scuola/gioco.html
Ditemi se dà o no soddisfazione!
Ho appena sentito la collega Beccalossi. Quando mio marito si accorge che sto parlando al telefono con Luisa, consapevole del fatto che la chiacchierata si protrarrà per lungo tempo, gentilmente mi sistema i cuscini dietro alla schiena e mi porta una tazzina di caffè già zuccherato. Così ha fatto anche oggi quando allo squillo del telefono ho alzato la cornetta dicendo: "Ciao, Luisa...". Ed è partita una chilometrica chiacchierata, naturalmente incentrata sulla scuola e i colleghi.
Luisa manca da scuola da circa una settimana, da quando cioè si è infortunata cadendo dalle scale durante le prove di evacuazione, quindi l'aggiornamento sulle ultime novità è stato abbastanza lungo. E' cominciato dalla nuova trovata della preside Cremaschi: organizzare un corso di di Informatica livello base per i colleghi ancora restii alle nuove tecnologie, cosa che naturalmente mi vede coinvolta in prima persona. Pensare che avevo giurato a me stessa di non prendere troppi impegni quest'anno, dal momento che le mie due pesti (due gemellini di un anno e mezzo) sono ancora troppo piccole per restare sempre con la baby sitter. Al diavolo anche la Cremaschi!
Altra novità è stata la new entry: Marina Pozzuoli, supplente appunto di Luisa Beccalossi. Vedere per credere: minigonna inguinale (con 3 gradi sotto zero), vitino da vespa, trucco alla Spice girl, unghie laccate di nero e chioma strafluente. I colleghi uomini si sono già sbizzarriti nei complimenti... Come è entrata nella classe di Luisa gli alunni se la sono mangiata viva a cominciare dal primo giorno, proprio quello in cui solitamente stanno tranquilli a studiarti!
La chiacchierata con Luisa è proseguita poi a suon di domande intenzionali: "Ma, secondo te, che figura ho fatto col collega Lorenzi cadendogli addosso?" "Cosa avrà pensato Lorenzi della mia caduta da oca?" e roba del genere. Le ho detto che le mandava i saluti e avrei voluto avere uno di quei telefonini di nuova generazione che ti permettono di vedere in faccia la persona con cui parli.
utente anonimo in Sono funzione strume...
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a casa
assemblea sindacale
attività collegiali
bidelli
colleghi
collegio docenti
consiglio di classe
contratto insegnanti
funzione strumentale
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